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 ARCHIVIO MUSICALE
 I CANTI DELLA COLLINA

Bandiera Kosovo
KOSOVO: PRISTINA
Febbraio 2014,Elio.

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New Born Pristina                                                                                     
NEW BORN. Era il 17 Febbraio 2008 quando il Kosovo si autoproclamava indipendente dalla Serbia a seguito di una lunga guerra iniziata nel 1996 e che dal 1998 vide l'intervento della NATO,ancora presente sul territorio.Oggi a ricordare quel giorno un monumento,NEW BORN; a ricordare quella guerra i volti delle persone che l'hanno vissuta, i loro racconti, gli edifici distrutti.

Non avrei mai immaginato di visitare il Kosovo. Non lo avrei mai immaginato da bimbo,quando ad ora di pranzo per volere della maestra ne studiavo i servizi al telegiornale; non lo  avrei mai immaginato qualche anno dopo,quando a poche ora dalla partenza, mentre pranzavo mi capitava di guardarne dei reportage.



"Elio,ma allora?Che dici se organizzassimo un party stasera?".Le montagne di bottiglie ancora sul pavimento e gli altri residui della festa del giorno prima mi portarono,con loro meraviglia, a rifiutare la proposta. Insistettero per un po',sapevano che il mio diniego non sarebbe durato a lungo, quindi,quasi scherzosamente, indicandogli lo schermo mi divincolai: "Kosovo,altro che festa.Stasera partiamo,andiamo in Kosovo".La loro meraviglia si evolse in curiosa riflessione, l'insistenza in esitazione per la controproposta.
In realtà non fu necessario parlarne più di tanto,dopo qualche ora io e i miei coinquilini, tedesco Joscha e francese Romain eravamo in viaggio.

In linea d'aria da Sofia è possibile arrivare a Pristina,capitale del Kosovo,in modo semplice e veloce procedendo in linea retta verso ovest,attraversando la Serbia. La Serbia,appunto. I dissapori tra kosovari e serbi sono vivi più che mai e quotidianamente si registrano atti di guerriglia nelle aree di confine.
La polizia di frontiera  è solita negare l'ingresso in Serbia a chiunque rechi sul passaporto il timbro kosovaro e dalla stessa Serbia non è possibile accedere direttamente in Kosovo.

Partimmo dunque con un discreto autobus turistico alla volta di Skopje,Macedonia,da lì un vecchio e arrangiato minibus ci portò , con il gelido vento notturno delle montagne di frontiera attraverso la portiera rotta ,a Pristina raffreddati, ma sani e salvi.

Partenza per il Kosovo

Non ci mettemmo molto a trovare un posto dove dormire. Grazie alle indicazioni delle persone incontrate (quasi tutti parlano inglese) trovammo un ostello (su cui servizi e pulizia è meglio non soffermarsi a discutere) nel centro città.


Ostello Pristina


I kosovari sono persone incredibilmente accoglienti e disponibili. Tramite un'amica su facebook recuperammo il contatto di un ragazzo che ci avrebbe dato qualche dritta su cosa fare. Lo incontrammo nel pomeriggio. Orgoglioso di avere un italiano nella sua italianissima Fiat (Stilo Station Wagon), fu molto gentile e con Michael Jackson in stereo a palla ci scarrozzo' avanti e indietro mostrandoci fiero la sua città e posti che senza una persona del luogo non avremmo mai visto.Appassionatissimo di calcio, dopo una lunga chiacchierata riuscì a convincere il guardiano dello stadio a farci entrare niente poco di meno che ad assistere agli allenamenti del Pristina Calcio.Nel tardo pomeriggio ci portò in un campetto da basket nella periferia,15- 20 minuti di macchina per mostrarci entusiasta un semplicissimo muro con murales e graffiti.

Kosovo Strade Pristina 
Stadio Pristina


La sera andammo a ballare in una discoteca.Locale piccolo e grezzo, con musica typical dance.

Pristina conta sui 460.000 abitanti. Il corso principale è molto carino, completamente ricostruito e pieno di bar e ristoranti (anche alcuni pseudo italiani, tra cui l'italianissimo RoNa e bar Napoli) e negozi,anche delle catene commerciali più famose. Passeggiarvi è più che piacevole. E' nel centro città che si concentrano i monumenti principali (non molti a dir la verità) e i luoghi più frequentati dai giovani (ci sono un sacco di ragazzi per via dell'università,che dispone tra l'altro di un vastissimo e moderno dormitorio). L'atmosfera sarebbe leggera, se non fosse per il massiccio numero di militari presenti (si incontrano anche numerosi carabinieri).
Da segnalare,oltre il monumento "New Born" (ricoperto di scritte e graffiti, è più un simbolo che bellezza artistica)sono la libreria nazionale (con la sua architettura particolare e stravagante),la Cattedrale di Maria Teresa (in costruzione) la statua di Bill Clinton (posta in occasione della sua visita nel 1999), il museo.

Maria Teresa Pristina Biblioteca nazionale Pristina 
Università Pristina Cattedrale Maria Teresa Pristina 


Da provare l'ottima cucina albanese,affidandosi ai camerieri per i piatti tipici.Anche in Kosovo ristoranti e negozi presudo italiani.

Ristoranti Kosovo Roma Kosovo
Napoli Kosovo

Un paio di giorni sono più che sufficienti per visitare Pristina e consiglio di farlo,non tanto per la città in sé ma per il calore e l'affetto della gente, semplice e sincera, e per vedere con i propri occhi i segni della storia recente.Basta spostarsi poco  dal centro città per rilevare i segni della guerra e della povertà: strade distrutte ed edifici vecchi e fatiscenti la fanno da padrone.

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