“Basta che siano fedeli democratici”, questa fu l’espressione utilizzata dal settimo presidente degli Stati Uniti Jackson per identificare il criterio di selezione dei dirigenti della burocrazia statale. Nel 1828, infatti, iniziò ad opera del partito democratico una lottizzazione del sistema postale nazionale, che allora era il maggior strumento di comunicazione centro-periferia esistente. Negli anni ’90 in Italia è incominciata quella tendenza ,che oggi è ritenuta normale, della lottizzazione di tutto quello che appartiene allo Stato o in cui esso detiene piccole quote, le famose società miste. La lottizzazione politica viene utilizzata al Sud come strumento clientelare e risponde alla logica del voto di scambio: tu mi voti, io ti “regalo” il posto fisso. L’ UDEUR negli ultimi anni è stato al centro di numerose indagini giudiziarie, i cui effetti sono stati la decimazione del partito stesso, la caduta del governo Prodi, l’autosospensione di numerosi consiglieri comunali sparsi in Campania, l’arresto di qualche esponente e vari avvisi di garanzia. L’indagine giudiziaria di questi giorni è uno stralcio dell’inchiesta avviata negli anni passati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, i capi d’accusa nei confronti dei 63 indagati sono: truffe, falsi, abusi d’ufficio, turbative d’asta e concussioni commessi nell’ambito della gestione di appalti pubblici e delle assunzioni. Infatti, a Clemente Mastella e alla moglie Sandra Lonardo è contestato “solo” il fatto che hanno modificato norme per favorire aziende e industrie vicine all’UDEUR; quindi l’eurodeputato del Pdl fa bene a ribadire che la sua famiglia non ha mai ricevuto le cosiddette “mazzette”. Tra gli indagati, oltre a tanti esponenti campani del partito, c’è anche Capobianco, direttore dell’Arpac (agenzia regionale per la protezione ambientale),che su “consiglio” dei vari indagati assumeva del personale che nella migliore delle ipotesi non serviva, oppure, come dimostrano le intercettazioni telefoniche, era “fannullone o incapace”. Tutto questo assume connotazioni ben più gravi, quando si ipotizza che questo sistema ha truffato regione Campania e Stato nell’ambito dell’emergenza rifiuti, ritenuta esclusivamente, anche a detta di Mastella, colpa di Bassolino e dei suoi “amici”. Bassolino inquisito, Mastella inquisito, Cosentino ritenuto vicino ai Casalesi, l’immortalità di De Mita, in questa regione più delle altre, molto gattopardianamente: tutto cambia per rimanere sempre tutto uguale.

 

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