Nel 1992 la Cassa del Mezzogiorno cessa di vivere perché la legge 488 dell’Unione Europea stabiliva incentivi finanziari a cui anche l’Italia poteva attingere. Nel 2009 viene creata una Spa, cioè la Banca del Mezzogiorno, con obiettivi simili alla sua illustre e fallimentare antenata. Alcide De Gasperi creò la prima, Tremonti si fa promotore della seconda. Ma che differenze ci sono? La Cassa del Mezzogiorno era una fondazione prevalentemente statale: lo Stato era l’unico ente che si faceva carico delle decisioni e anche dei costi. Ora la Banca del Mezzogiorno è una spa, formata da 15 membri, tra cui le Poste e Credito Cooperativo, in cui lo Stato sarà presente solo per 5 anni ricomprendo il ruolo di socio fondatore e per favorire l’aggregazione tra maggioranza e soggetti privati. Una delle tante novità di questo progetto è l’apertura anche a piccoli imprenditori o soggetti vari, che possono far parte liberamente di questa società. Inoltre se la Cassa del Mezzogiorno fu istituita soprattutto per compiere opere infrastrutturali, la Banca del Mezzogiorno sceglie come obiettivo la promozione di credito per le piccole e medie imprese, al fine di creare occupazione. Quest’ultimo punto è stato anche il cavallo di battaglia della prima iniziativa statale di riduzione del gap tra Nord e Sud. Risultato? Nel 1992 la Cassa del Mezzogiorno viene dismessa anche perché “bruciava” in media 3,2 miliardi di euro all’anno (facendo la dovuta conversione lira-euro). Per la Banca del Mezzogiorno è ancora presto per vedere che peso avrà sulle casse statali, ma di sicuro in questo momento sembra essere la mossa giusta per rispondere alle violente fusioni bancarie avvenute negli anni 90, quando il Mezzogiorno si è visto derubato “di centri strategici e decisionali”. In Italia, in cui ogni passo indietro è ritenuto un passo avanti, questa iniziativa sembra davvero essere quella boccata d’ossigeno che il Sud chiede da sempre. E, sperando che questo non si trasformi in un ennesimo strumento di clientelismo, aspettiamo i primi frutti di questa svolta.

 

 

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