
Tutti colpevoli! Finalmente un pò di giustizia è fatta. Ieri a Genova è stata ribaltata la sentenza di primo grado del processo contro 44 agenti di polizia rei di aver compiuto atti ignobili nella caserma di Bolzaneto durante il G8 del 2001. I reati a loro imputati testimoniano come le torture denunciate dai fermati sono avvenute realmente. I reati sono prescritti ma dovranno risarcire le vittime: penalmente ne escono puliti ma la società civile ora sa che quelle torture ci furono.
Decreto golpe e perseveranza diabolica sono le parole più ripetute in queste ore. Il decreto legge del Governo che riametterà le liste Pdl in Lazio e Lombardia sa di totalitarismo. Il governo Berlusconi ci ha abituato a leggi ad-personam, ieri sera ha compiuto in passo avanti, ora non si promulgano leggi a favore esclusivamente del Premier, ma anche per il suo Partito dell'Amore.
La legge viene di nuovo aggirata con maestria dalla truppa berlusconiana e l'etichetta dell'incostituzionalità non è applicabile perchè si tratta di un decreto interpretativo.
Così facendo non è stata modificata la legge in materia elettorale ma sono state fornite 4 interpretazioni della suddetta legge. Aggirata l'incostituzionalità e obbligatorietà di firma da parte del Capo dello Stato. Napolitano dimostra per l'ennesima volta di avere le mani legate e di non poter far niente contro lo strapotere berlusconiano. Gli articoli del decreto lasciano molti dubbi.
In uno si prevede che se la presenza all'interno dell'ufficio elettorale del Tribunale è provata prima del termine ultimo per presentare le liste, quella lista è ammessa alla competizione elettorale.
Polverini salva. E per Formigoni? Ecco qua: la certificazione della validità delle firme e dei timbri allegati alla lista può essere fornita anche nel periodo successivo alla tornata elettorale.
Che pasticcio. Con una legge dello Stato si cerca di tappare un buco all'interno della macchina organizzativa del Pdl. Il primo partito politico italiano che deve ricorrere ad una prova di forza per non ammettere un suo errore. Ora? Caos. Tutti i partiti d'opposizione gridano allo scandalo. Di Pietro invoca le dimissioni di Napolitano e Bersani quelle del Governo. Casini manifesta la sua indignazione di fornte a questa scelta. La sinistra invoca la piazza. Se non ora quando?!
Tra mille parole e pochi fatti(e che fatti!) rimane lo svuotamento della democrazia italiana. Gaber diceva che fare un complimento al nostro assetto democratico ci voleva fantasia;giusto!
Rimane il ridimensionamento del valore dell'elettorato, figura ormai relegata ad un semplice ruolo passivo. Questa vicenda sembra suggerire: dite quello che volete, manifestate quanto volete,
mettete tutti i termini che volete, tanto io con una leggina, firmata dal Capo dello Stato cambio tutto. Cambiare, sostanzialmente, la legge in materia elettorale poche settimane prima del voto è
da regime autoritario. Mobilitazione e partecipazione sono le armi che faranno cadere questo sultanato.
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