Tra alternativa e opposizione, tra Pd e Idv, il popolo si stanca!
Lunedì 08 Febbraio 2010 17:55 | Author: Francesco Penza |
Nel week-end si è svolto a Roma il congresso dell'Italia dei Valori. Il partito delle manieri forti contro il governo Berlusconi, si riunisce per eleggere( si fa per dire) il leader e i nuovi vertici di partito; per creare nuovi presupposti nella vita politica d'opposizione in Italia.L' ex pm Antonio Di Pietro descrive il suo partito come una forza di lotta e di governo, ribadendo l'intento di creare un progetto dell'alternativa e non della semplice e dura opposizione. Leoluca Orlando dal palco si spinge ancora più avanti, per l'ex sindaco di Palermo il suo partito è un partito di resistenza. Tutti sembrano pendere dalle labbra di Di Pietro, leader indiscusso e riconfermato per acclamazione, tranne l'altro ex pm Luigi de Magistris. Mentre il pm di Tangentopoli annuncia l'appoggio al candidato democratico De Luca in Campania, il pm napoletano ribadisce il suo " non voto De Luca". Al congresso romano dell' Idv si sono visti Vendola e Bersani, applauditi da membri di un partito che sembra volere più di tutti l'unità a sinistra. Di Pietro fa riempire i taccuini di belle parole e buoni propositi, invita a non alzare barriere ideologiche insormontabili tra i vari partiti di centrosinistra, annuncia di voler sconfiggere politicamente Berlusconi e di superare la logica dell'eccessivo movimentismo, ribadendo che dalla piazza si deve passare ma che non è costruttivo rimanerci, apre a Grillo e al Popolo Viola ma nello stesso tempo strizza l'occhio al suo "amico Bersani" e a Vendola. Il partito giustizialista italiano è in forma, i sondaggi lo vedono in ascesa e il suo leader manifesta tutta la sua gioia esaltandosi e esaltando i propri sostenitori con grandi progetti di governo e svolte di partito che per il momento sono solo ottime parole pronunciate in un momento in cui trovare stabilità a sinistra è come trovare acqua su Saturno. Il Partito Democratico è la Juventus della politica italiana. Una squadra composta da possibili talenti e campioni vecchi e sazi di gloria che non ha più la forza di correre. Un partito con troppe tensioni interne; Bersani si trova a fronteggiare il fuoco incrociato di D'Alema, Veltroni, Marini e persino Prodi. In tutto questo far-west di parole, di associazioni esterne al partito create per mettere pressione all'avversario interno e per screditarlo, è scomparsa dalla scena politica democratica anche la figura più "nuova" e movimentista del PD: Ignazio Marino where are you? Il chirurgo che poteva compiere la sua operazione più importante sembra essersi accontentato di qualche vice presidente e qualche poltrona strategica all'interno del partito.
Il popolo di sinistra ha bisogna di leader, ma soprattutto di un partito. Bertinotti, da Fazio, sabato non si capacitava della molteplicità dei partiti comunisti in Italia. Caro Fausto, l'unico vero partito comunista italiano è morto nel 1992. Quel popolo e questo popolo hanno diritto di avere un nuovo punto di riferimento politico, si vive di ricordi, di emozioni scomparse, e con la speranza che chiamando il proprio figlio Enrico qualcosa sirisolva, ma mentre cresce, la destra populista italiana governerà in totale libertà. Per il momento rassegniamoci alla logica del "meno peggio".