Dove va il Pd? Chi comanda nel Pd? Si può davvero costruire un'alternativa alla destra con questa opposizione?

Interrogativi che ogni orfano della sinistra si è posto in questi mesi di segreteria Bersani. Il politico romagnolo che si era fatto notare come un ottimo ministro dello sviluppo economico, una volta diventato segretario sembra aver perso la bussola. Il plebiscito di voti che lo ha incoronato capo indiscusso di un partito che non c'è, non lo rende immune da critiche riguardo il suo progetto di alternativa al governo Berlusconi. Il suo intento di allargare la coalizione di centro-sinistra a tutte le forze d'opposizione è stato bocciato fortemente dalle primarie in Puglia. Il "laboratorio Puglia", il progetto dalemiano di inglobare l'Udc nello schieramento di sinistra, è fallito. Vendola ha sconfitto il candidato del partito democratico con il 73% dei consensi, smentendo chi, all'interno del Pd, premeva verso il siluramento dell'esponente di sinistra e verso la formazione di una coalizione, stile Unione, che univa i partiti solo per la loro vocazione anti-berlusconiana e per la loro sete di potere. La democrazia ha vinto, la sana politica ha vinto, il candidato non sponsorizzato dallo "stratega di Gallipoli" ha vinto, il popolo pugliese di sinistra ha vinto, la green policy di Vendola ha vinto, la politica dell'idea e non del compromesso ha vinto, il tentativo di eccessiva "centralizzazione" del Pd è stato sconfitto, Boccia e il pugliese doc D'Alema sono stati sconfitti. Il risultato pugliese non deve essere visto come un "ribaltone“ che ha conseguenze solo in quella regione. Ma piuttosto, è stata la sconfitta della linea politica sia dell'Udc che del Pd. Bersani, sotto la "guida virgiliana" di Massimo D'Alema, spingeva e spinge per un accordo con il partito di Casini in tutte le regioni che a marzo si recheranno alle urne. L'Udc, d'altro canto, attraverso la politica dei "due forni" ha scelto di allearsi con il Pdl o con il Pd ragionando regione per regione, conla cosiddetta strategia di alleanza a "macchia di leopardo". Nel Lazio ha scelto Polverini e quindi il Pdl, in Puglia andrà da sola così come in Veneto, in Piemonte andrà con il Pd e la candidata Mercedes Bresso, in Liguria è vicina al Pd, in Calabria sosterrà il candidato ancora sconosciuto del Pdl e in Campania adotterà la linea che il sempre verde Ciriaco De Mita detterà al partito. Il Pd in queste ore ribadisce l'alleanza con Di Pietro, sottolineando alcune divergenze come il modo di fare opposizione. La battaglia delle regionali sarà dura, perché in alcune regioni il centro-sinistra ha tradito le aspettative popolari con politiche che a definirle disastrose ci vuole coraggio. Ciò non toglie che la validità di alcuni candidati, come Vendola o come Bresso, possa giovare al partito di Bersani, che qualunque sia il risultato elettorale deve aprire un fase di riflessione. Dove andiamo? Con chi andiamo? Per cosa corriamo? Per chi corriamo? Quando corriamo?.

 

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