Venerdì 22 Gennaio 2010 17:22 | Author: Francesco Penza |
Migliaia di vittime per salvare uno solo.
Non mi riferisco al terribile terremoto di Haiti, ma al "terribile" provvedimento preso dal governo Berlusconi.
Lo Stato italiano? L'IKEA della giustizia. 163 senatori che regalano al Presidente del Consiglio l'ennesima mensola per la giustizia fai-da-te. 19 sono le leggi che il Parlamento ha promulgato per l'immunità dell'on. Silvio Berlusconi. Il ddl appena approvato al Senato, stabilisce termini matematici ai processi giudiziari. Per i reati con pena al di sotto dei 10 anni, i processi non potranno durare più di sei anni e mezzo per tutti e tre i gradi di giudizio. Per i reati di maggiore gravità il processo non deve durare più di 10 anni. Queste norme verranno applicate anche ai giudizi davanti alla Corte dei Conti e nei procedimenti a carico delle imprese. Il ddl riduce a due anni la prescrizione in primo grado ai procedimenti per reati indultabili commessi prima del 2 maggio del 2006. Processo Mills e Mediaset salterebbero se questa legge venisse promulgata anche alla Camera. Mentre il senatore Gasparri si dice orgoglioso, PD (finalmente!), UDC (impossible is nothing!) e IDV alzano la voce e manifestano la loro opposizione all'ennesimo ddl "scialuppa di salvataggio" per il Cavaliere. Il Presidente del Consiglio manifesta la sua soddisfazione e ribadisce la sua idea sulla magistratura comunista e nello stesso tempo, annuncia che non andrà in tribunale. La Sua giustizia è fatta!
Il governo gongola per un provvedimento che, riprendendo le parole del Presidente emerito della Corte Costituzionale Mirabelli, è " un indulto processuale che non garantisce la durata ma l'estinzione". ("Il Mattino" del 21/01/10).
Questa prova di forza della maggioranza si colloca all'interno di un quadro che ha per cornice la riabilitazione della figura di Bettino Craxi. Il leader politico che, insieme alla DC, ha portato il debito pubblico negli anni '80 a cifre incredibili e che si è reso protagonista dei numerosi casi di corruzione e finanziamento illecito ai partiti che poi portarono all'inchiesta di tangentopoli. La sua tentata "beatificazione" politica rischia di essere una giustificazione per una possibile reintroduzione dell'immunità parlamentare, come strumento di difesa per un "probabile accanimento giudiziario" nei confronti di qualche esponente politico. Craxi è stato l'utilizzatore finale di mazzette e finanziamenti vari provenienti da gruppi industriali, che finanziavano anche altri partiti come la DC. Bisogna riconoscere al leader socialista l'onestà intellettuale di ammettere le proprie colpe davanti ad un tribunale e soprattutto in Parlamento; poi fuggì in Tunisia e qui morì da latitante. Onestà intellettuale, ammissione di colpa, apparizione in tribunale, responsabilità in Parlamento.....qualche illustre successore dovrebbe prendere esempio, tanto Libia e Tunisia non sono poi tanto lontane.
"Un governo è un bisogno, ossia una male necessario". (Saint-Simon;" L'industria")