Regia: Lee Unkrich
Titolo originale: “Toy Story 3: The Great Escape”

Genere: Animazione/Commedia
Durata: 113’Anno: 2010

Cast:
Tom Hanks: Woody; Tim Allen: Buzz Lightyear; Joan Cusack: Jessie; Don Rickles: Mr. Potato; Blake Clark: Slinky; Wallace Shawn: Rex; John Ratzenberger: Hamm; Estelle Harris: Mrs.Potato; R. Lee Ermey: Sergente; Jeff Pidgeon: Alieni; Ned Beatty: Lotso; Michael Keaton: Ken; Jodi Benson: Barbie; Timothy Dalton: Mr. Priklepants; Teddy Newton: Lifer (telefono chiacchierone); James Anthony Cotton: Chuckles il clown; John Morris: Andy Trama: Woody, Buzz e la cricca di giocattoli di Andy sono in pericolo: il loro padroncino ormai è cresciuto e sta per affrontare il college. Anche la sorellina ormai quasi adolescente è pronta ad abbandonare bambole e giochi per ragazzini, riviste di moda e shopping.

Mentre la truppa di soldatini di plastica si da alla fuga, Woody cerca di tranquilizzare gli altri giocattoli e tenere alto il morale prefigurando un futuro in soffitta piuttosto che discarica.

Purtroppo per un errore il sacco contenente i nostri amici, prima rischierà di essere compattato da un camion della spazzatura, per poi finire in uno scatolone con giocattoli donati all’asilo, in cui tutti tranne Woody vogliono fuggire, convinti che Andy li abbia volontariamente gettati via.

Una volta giunti all’asilo a Buzz e soci sembrerà di aver trovato il paradiso, tanti bambini con cui giocare e un posto sicuro che li accoglie con calore, grazie alla guida del saggio orso Lotso.

Mentre Woody non accetta la nuova sistemazione salutando i suoi amici e mettendosi in viaggio per tornare da Andy, il gruppo dopo aver avuto un assaggio dell’affetto devastante di un orda di terrificanti marmocchi, scoprirà che Lotso non è quel che sembra, il dolce orsacchiotto che profuma di fragola in realtà è il malvagio boss di un vero e proprio campo di prigionia per giocattoli.

Assolutamente fantastico, un vero capolavoro. Dopo “Toy Story – Il Mondo dei Giocattoli” (1995), primo lungometraggio animato interamente elaborato con la tecnologia CG, e “Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa” (1999), il primo film ad essere completamente ideato e realizzato in digitale, questo terzo ed ultimo capitolo riconferma la straordinaria genialità della Pixar e si rivolge decisamente ad un pubblico più adulto. Si toccano temi molto importanti come la maturità, la crescita e il conseguente abbandono.

Il 3D si è evoluto in maniera sbalorditiva dal 1995 ed è usato in maniera giusta, senza strafare. Si ride, ci si commuove, ci si diverte, la sceneggiatura è eccezionale, mai banale, le musiche adatte, la regia fluida e ricca di idee. Persino il doppiaggio in italiano stavolta non perde un colpo. Non è difficile riconoscere le voci di Gerry Scotti, Fabrizio Frizzi, Claudia Gerini, Fabio De Luigi e Massimo D’Apporto.

Ci sono tanti nuovi personaggi e citazioni (i flashback sono memorabili! Divertentissimi!) ai primi due capitoli (stupendo il cortometraggio iniziale “Day & Night”). Ken, Barbie, l’orsacchiotto che sa di fragola, la piovra appiccicosa, il telefono chiacchierone, il baccello di peluche, sono tutti utili alla trama e tengono incollati alla poltrona come se stessimo assistendo ad un vero e proprio kolossal. La Disney Pixar del post “Wall-E” e post “UP”, entrambi capolavori da Oscar, chiude degnamente e in grande stile la trilogia del mondo visto dai giocattoli con “l’anima” che ci hanno accompagnato per 15 anni senza mai perdere un colpo. Stavolta mi rammarico perché non ci sarà nessun sequel….SIGH!

Voto: 9